
Sicurezza Urbana Italia: Dati, Percezione e Iniziative 2024
Camminare di sera in un quartiere che conosci bene e sentirsi stranamente a disagio. È un’esperienza che molti italiani riconoscono, anche quando i numeri ufficiali dicono altro. Nel 2024 sono state denunciate in Italia 2.380.000 infrazioni penali, eppure il 53% degli italiani ritiene che la sicurezza nelle proprie città sia peggiorata. Un divario tra percezione e realtà che merita di essere esplorato con attenzione.
Reati denunciati nel 2024: 2,38 milioni · Italiani che percepiscono calo sicurezza: 53% · Città e regioni aderenti a FISU: oltre 40 · Anno fondazione FISU: 1996
Panoramica rapida
- 2,38 milioni reati denunciati nel 2024 in Italia (TG24 Sky – Dati Viminale)
- Roma ha registrato 271.779 reati nel 2024, Milano 226.860 (Censis – Rapporto 2025)
- Il 20,3% degli italiani percepisce un rischio criminalità nella propria zona (Istat – Percezione 2022-23)
- Dettagli completi su FISU 2025 ancora non pubblicati
- Impatto preciso della microcriminalità su singoli quartieri
- Dati regionali completi oltre le città metropolitane
- I reati sono calati del 4,9% nel primo semestre 2025 (TG24 Sky – Dati Viminale)
- Rapine a Milano -18,4%, Roma -24,5% nel primo semestre 2025 (Censis – Rapporto 2025)
- Fino al 2019 si era registrato un calo progressivo dei reati (TG24 Sky – Dati Viminale)
- FISU 2025 porterà focus su percezione e degrado urbano
- Il programma “Abitare città sicure” continua con nuove adesioni
- Monitoraggio Istat 2024-2025 in corso
La tabella seguente riassume i principali indicatori sulla sicurezza urbana in Italia, evidenziando il divario tra dati ufficiali e percezione dei cittadini.
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Reati totali 2024 | 2,38 milioni | TG24 Sky |
| Reati Roma 2024 | 271.779 | Censis |
| Reati Milano 2024 | 226.860 | Censis |
| Tasso Milano per 1.000 ab | 69,9 | Censis |
| Borseggi Roma 2024 | 33.468 | Censis |
| Rapine Milano 2024 | 2.624 | Censis |
| Omicidi Italia 2024 | 327 | Equilibri Magazine |
| Variazione reati H1 2025 | -4,9% | TG24 Sky |
| Percezione rischio 2022-23 | 20,3% | Istat |
| Famiglie in zona rischio 2023 | 23,3% | FISU |
Cos’è FISU?
Il Forum Italiano per la Sicurezza Urbana, conosciuto con l’acronimo FISU, è un osservatorio nato nel 1996 che riunisce oltre 40 città e regioni italiane impegnate nella promozione della sicurezza come diritto di cittadinanza. Non si tratta di un ente repressivo: il Forum lavora sulla prevenzione, sulla percezione del rischio e sulla qualità della vita nei contesti urbani.
Storia e obiettivi
FISU è stato fondato con l’obiettivo di creare una rete permanente tra le amministrazioni locali italiane, i corpi di polizia e gli istituti di ricerca. Negli anni ha sviluppato metodologie condivise per misurare la percezione della sicurezza e per progettare interventi integrati di contrasto alla microcriminalità. Il Forum promuove il dialogo tra istituzioni e cittadini, cercando soluzioni che vadano oltre la mera risposta punitiva.
“Ciò che rende la città poco sicura non è solo il rischio effettivo di essere vittime di reati predatori ma anche la percezione di insicurezza.”
— Michele Grimaldi, FISU – Abitare città sicure
Città aderenti
Tra le città aderenti a FISU figurano i principali centri metropolitani italiani: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna e Firenze. Queste città rappresentano il campione più significativo per analizzare i trend della microcriminalità nazionale, dato che concentrate il 23,5% degli illeciti nelle aree metropolitane (TG24 Sky – Dati Viminale). L’adesione prevede impegni concreti: condivisione di dati, partecipazione a gruppi di lavoro tematici e adozione di buone pratiche validate.
Il pattern che emerge è chiaro: le città più grandi affrontano sfide simili, ma rispondono con strategie diverse. FISU funge da piattaforma di scambio per evitare che ogni amministrazione reinventi soluzioni già testate altrove.
Quali sono le attività di FISU TV?
FISU TV rappresenta il canale di comunicazione ufficiale del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Non si tratta di un semplice strumento di informazione, ma di uno strumento strategico per diffondere conoscenza e promuovere il dibattito pubblico sulla sicurezza urbana in Italia.
Contenuti e format
Il canale propone interviste con esperti, documentari su progetti pilota nelle città italiane, trasmissioni di eventi e convegni, e analisi dei dati più recenti sulla criminalità e sulla percezione. I contenuti sono rivolti sia agli addetti ai lavori — sindaci, funzionari di polizia, ricercatori — sia ai cittadini interessati a capire come evolve la sicurezza nei loro territori.
Obiettivi comunicativi
L’obiettivo primario è combattere la disinformazione e sfatare i miti sulla criminalità urbana. Spesso i media amplificano episodi isolati, creando un quadro distorto della sicurezza reale. FISU TV si propone come antidoto a questa dinamica, offrendo dati verificati e analisi basate su evidenze.
Il Forum utilizza il canale anche per promuovere “Abitare città sicure”, il programma che coinvolge cittadini e commercianti nella costruzione di quartieri più sicuri attraverso la sorveglianza partecipata e il miglioramento dell’arredo urbano.
Cosa è previsto per FISU 2025?
Il prossimo appuntamento di FISU si concentrerà sulle sfide post-pandemiche della sicurezza urbana. Dopo anni di ripresa dei reati che ha seguito il calo registrato durante il Covid, il Forum intende fare il punto della situazione e proporre nuove strategie di intervento.
Eventi principali
L’evento principale del 2025 sarà la convention annuale che riunirà i rappresentanti delle città aderenti, gli esperti di Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e i referenti dell’Osservatorio europeo Efus. Sarà l’occasione per confrontare i dati aggiornati sulla microcriminalità e per valutare l’efficacia degli interventi implementati nel biennio precedente.
“Fino al 2019 avevamo assistito a un calo progressivo e costante di tutte le tipologie di reato.”
— Marco Dugato, Ricercatore Transcrime Univ. Cattolica Milano – TG24 Sky
I dati più recenti mostrano segnali positivi: nel primo semestre 2025 i reati sono calati del 4,9% a livello nazionale, con Roma che ha registrato un -7,0% e Milano un -0,9% (TG24 Sky – Dati Viminale). Questo calo rappresenta un’inversione di tendenza che FISU intende analizzare approfonditamente.
Temi in programma
Tra i temi in programma figurano l’impatto del degrado urbano sulla percezione della sicurezza, le strategie di contrasto ai borseggi nelle aree turistiche, il ruolo della videosorveglianza e, soprattutto, il rapporto tra microcriminalità e vivibilità dei quartieri. Il Forum dedicherà particolare attenzione alla formazione degli operatori commerciali e dei residenti, perché la sicurezza non è solo compito delle forze dell’ordine.
La sfida per il 2025 è mantenere il momentum del calo dei reati e trasformarlo in un miglioramento stabile della percezione. I cittadini italiani non hanno dimenticato l’aumento dei furti e delle rapine registrato nel 2024, e la loro fiducia richiederà risultati costanti nel tempo.
I reati calano, ma il 53% degli italiani percepisce un peggioramento. Perché accade? La risposta sta nel divario tra statistiche ufficiali ed esperienza quotidiana: un furto d’auto o uno scippo colpiscono la memoria in modo diverso dalle medie annuali. Questo significa che le forze dell’ordine e le amministrazioni devono lavorare su entrambi i fronti: ridurre i reati e comunicare efficacemente i progressi ottenuti.
Che cos’è Abitare città sicure?
“Abitare città sicure” è un’iniziativa promossa da FISU che coinvolge direttamente i cittadini nella costruzione di ambienti urbani più sicuri. Non si tratta di vigilanza privata o di ronde di quartiere, ma di un approccio partecipativo basato sulla cura condivisa degli spazi pubblici.
Progetto e partecipanti
Il progetto coinvolge residenti, commercianti, associazioni di quartiere e rappresentanti delle amministrazioni locali. L’obiettivo è duplice: migliorare la percezione della sicurezza e ridurre i comportamenti che favoriscono la microcriminalità, come il degrado edilizio, l’abbandono di rifiuti e l’illuminazione insufficiente.
Nel 2023, il 23,3% delle famiglie italiane viveva in zone considerate a rischio criminalità, un dato in crescita rispetto al 2022 (FISU – Abitare città sicure). “Abitare città sicure” risponde a questa realtà con strumenti concreti: diagnostica partecipata dei problemi, micro-progetti di arredo urbano, e formazione sulla prevenzione.
Iniziative collegate
Il programma è collegato a iniziative europee come quelle promosse da Efus, il Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, e si avvale della collaborazione con l’Istat per la raccolta sistematica dei dati sulla percezione. Le città che hanno aderito al programma hanno registrato un miglioramento significativo della percezione di sicurezza nei quartieri coinvolti, anche quando i dati sulla criminalità oggettiva non mostravano variazioni sostanziali.
L’implicazione è diretta: intervenire sul degrado significa intervenire sulla percezione, e intervenire sulla percezione significa migliorare la qualità della vita anche prima che i reati effettivamente calino.
Cos’è Efus?
Il Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, acronimo Efus dalla denominazione in francese European Forum for Urban Security, è la rete continentale di cui FISU fa parte. Fondato nel 1987, Efus riunisce autorità locali, nazionali e operatori di polizia da tutta Europa con l’obiettivo di sviluppare approcci innovativi alla sicurezza urbana.
Rete europea
Efus conta oggi oltre 250 membri distribuiti in oltre 15 paesi europei. La rete facilita lo scambio di buone pratiche, promuove ricerche comparate e organizza conference annuali che vedono la partecipazione di esperti da tutta Europa. Per le città italiane, essere parte di Efus significa accedere a risorse e metodologie sviluppate in contesti diversi dal proprio, con la possibilità di adattarle alle specificità locali.
L’approccio di Efus si basa su una visione ampia della sicurezza: non si riduce alla repressione dei reati, ma include la prevenzione, la giustizia sociale, l’inclusione e la qualità urbana. Questa visione si allinea con l’approccio di FISU e spiega la collaborazione duratura tra le due organizzazioni.
Collaborazioni con Italia
La collaborazione tra Efus e le città italiane si manifesta attraverso progetti congiunti, assistenza tecnica e formazione. Milano, Roma e Bologna hanno partecipato a programmi europei promossi da Efus focused sulla sicurezza nei trasporti pubblici, sul contrasto alla violenza di genere e sulla prevenzione della radicalizzazione.
Il rapporto tra Efus e l’Italia è particolarmente rilevante in un momento in cui le città italiane affrontano sfide specifiche: il turismo di massa che gonfia i dati della microcriminalità, l’invecchiamento della popolazione che cambia la percezione del rischio, e la competizione tra città europee per l’attrazione di investimenti e talenti.
I dati Istat sulla percezione della sicurezza 2022-23 mostrano che il 19,8% degli italiani evita situazioni o luoghi considerati a rischio di sera. Questo comportamento protettivo è un indicatore da osservare: se il trend prosegue, la qualità della vita urbana subirà un deterioramento silenzioso che potrebbe accelerare la fuga dei residenti dai centri urbani più densamente popolati.
Letture correlate: Reati Informatici Italia · Cybersecurity Italia
leganet.net, equilibrimagazine.it, scuolainterforze.interno.gov.it
I dati 2024 indicano 2,38 milioni di reati denunciati in Italia, ma oltre la metà degli italiani percepisce un calo, come emerge dall’analisi FISU 2024analisi FISU 2024.
Domande frequenti
Quali sono i reati più comuni nelle città italiane?
I furti rappresentano la categoria più diffusa, con il 44% delle denunce totali nel 2024. Tra questi, i furti con destrezza (in centro e sui mezzi pubblici) e i furti in abitazione registrano gli incrementi più significativi. A Milano e Roma si concentrano i borseggi, con Roma che ha registrato 33.468 denunce di borseggio nel 2024.
Come i sindaci intervengono sulla sicurezza urbana?
I sindaci italiani dispongono di poteri limitati in materia penale, ma possono agire sull’ambiente urbano: illuminazione, Videosorveglianza, manutenzione degli spazi pubblici, e promozione di progetti di sorveglianza partecipata come “Abitare città sicure”. Il Viminale fornisce linee guida e supporto tecnico attraverso i prefetti.
Quali sono le differenze tra sicurezza urbana e sicurezza pubblica?
La sicurezza pubblica riguarda l’ordine e la stabilità a livello nazionale, gestita dal Ministero dell’Interno e dalle forze di polizia. La sicurezza urbana si concentra sulla qualità della vita nei contesti cittadini, coinvolgendo anche sindaci, commercianti e cittadini. FISU opera nel secondo ambito, promuovendo un approccio integrato.
FISU collabora con enti europei?
Sì, FISU è membro di Efus, il Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, e partecipa a progetti europei su prevenzione, inclusione sociale e contrasto alla microcriminalità. La collaborazione consente alle città italiane di accedere a risorse e metodologie sviluppate in altri contesti europei.
Come è cambiato il numero di reati dopo la pandemia?
Dopo il calo registrato nel 2020 a causa del Covid, i reati sono ripresi con forza. Nel 2024 sono state denunciate 2,38 milioni di infrazioni, il 3,4% in più rispetto al 2019. Tuttavia, il primo semestre 2025 mostra un’inversione: i reati sono calati del 4,9% a livello nazionale, suggerendo un ritorno alla tendenza pre-pandemica.
Quali sono i principali progetti nazionali per città sicure?
Oltre a “Abitare città sicure” di FISU, esistono programmi ministeriali di Videosorveglianza, il Piano Nazionale per la Sicurezza Urbana promosso dal Viminale, e iniziative specifiche per le città metropolitane. Il Censis monitora costantemente l’efficacia di questi interventi nel suo rapporto annuale.
La microcriminalità influisce sulla percezione della sicurezza?
Assolutamente sì. La percezione della sicurezza non dipende solo dal rischio effettivo di essere vittime di reati, ma anche dal degrado urbano: vandalismo, spaccio, presenza di persone senza dimora. Secondo Istat, il 30,4% degli italiani considera il vandalismo un problema rilevante nelle proprie città. Intervenire su questi aspetti migliora la percezione anche prima che i reati calino.
La sicurezza urbana in Italia si trova a un punto di svolta. I dati del primo semestre 2025 suggeriscono che il calo dei reati potrebbe consolidarsi, ma la percezione dei cittadini non seguirà automaticamente questo trend. Per i sindaci e le amministrazioni locali, la sfida è chiara: mantenere alta l’attenzione sui numeri, ma investire altrettanto sulla percezione. Per i cittadini, il messaggio è che il calo registrato nel 2025 è un segnale positivo, ma la microcriminalità resta una realtà quotidiana da affrontare con strumenti concreti e non solo con l’allarme sociale.
In sintesi: Per i sindaci e le amministrazioni locali, mantenere alta l’attenzione sui numeri dei reati e investire sulla percezione del rischio attraverso il miglioramento del decoro urbano e la comunicazione trasparente. Per i cittadini, il calo dei reati nel 2025 è un segnale positivo ma la microcriminalità resta una realtà quotidiana che richiede interventi concreti, non solo allarme sociale.