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Mercato Immobiliare Italia: Previsioni 2026-2028 e Dati OMI

Luca Federico Galli Bianchi • 2026-04-20 • Revisionato da Chiara Romano

Chi ha seguito il mercato immobiliare italiano negli ultimi anni si è abituato a un susseguirsi di previsioni catastrofiche. La realtà, almeno stando ai numeri ufficiali, racconta un’altra storia: il 2025 ha chiuso con compravendite in crescita del +6,4%, e per il 2026 Nomisma prevede un consolidamento intorno alle 783.000 transazioni. Questo articolo fa il punto su dati, tendenze e rischi concreti, partendo dalle fonti più aggiornate.

Prezzi medi residenziali: € 2.179/m² (marzo) ·
Aumento annuo: +4,31% ·
Crescita domanda acquisti: +29,4% ·
Abitazioni vuote: 8,5 milioni ·
Variazione Roma: +2,04%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Entità effettiva del rallentamento 2027-2028
  • Impatto reale dell’inflazione sui prezzi reali
  • Previsioni oltre il 2028 ancora non disponibili
3Segnale temporale
  • 2025: +6,4% compravendite
  • 1° Osservatorio Nomisma: 1 aprile 2026
  • 2027-2028: stabilizzazione 780.000 transazioni
4Cosa viene dopo
  • Prezzi nominali +0,9% nel 2026, +0,5% nel 2027
  • Domanda si sposta verso abitazioni meno pregiate
  • Nessuno scenario di crollo indicato dagli osservatori

Quando crollerà il mercato immobiliare in Italia?

La domanda circola ovunque, ma i dati ufficiali la smentiscono. Nomisma, nel suo primo Osservatorio presentato il 1° aprile 2026 a Milano, ha tracciato uno scenario preciso: nessun crollo all’orizzonte, ma un rallentamento controllato. Le compravendite sono cresciute del +6,4% nel 2025 rispetto al 2024, consolidando un trend positivo avviato nel 2024 dopo la contrazione del 2023.

Segnali di rischio attuali

Gli osservatori indicano alcuni freni naturali. Le incertezze geopolitiche e i tassi in rialzo stanno generando prudenza sia nelle banche sia nelle famiglie, con un rallentamento previsto nella domanda di mutui (Idealista). Le erogazioni di mutui hanno raggiunto 49,8 miliardi nel 2025, ma Nomisma prevede 52,8 miliardi nel 2026, un aumento contenuto che riflette questa cautela.

Perché non c’è rischio crollo

Il mercato immobiliare italiano presenta solidi fondamentali, al netto delle incertezze legate alla situazione geopolitica. Lo scenario delineato da Nomisma indica una crescita modulata, non un tracollo.

Analisi OMI e fattori geopolitici

L’Osservatorio Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate fornisce le serie storiche di riferimento. Nomisma utilizza dati OMI dal 1988 per 26 città, creando un quadro di lungo periodo. Il 2026 si profila come un anno di continuità con il 2025, senza shock significativi.

Il Pil italiano è previsto crescere dello +0,7% nel 2026, un indicatore macroeconomico che sostiene la domanda immobiliare residenziale.

In sintesi: Il crollo non è nei numeri. Chi teme una crisi immobiliare deve guardare ai dati ufficiali: il mercato rallenta, ma non crolla. Gli osservatori prevedono stabilità, non collasso.

Come va il mercato immobiliare nel 2026?

Nomisma prevede compravendite residenziali in aumento dell’1,8% rispetto al 2025, per un totale di circa 783.000 transazioni (Rent2Cash). È una crescita più contenuta rispetto al +6,4% del 2025, ma comunque positiva.

Prezzi e canoni affitti

Per i prezzi di acquisto, Nomisma indica variazioni nominali del +0,9% nel 2026, +0,5% nel 2027 e +0,4% nel 2028. Attenzione però: in termini reali, cioè al netto dell’inflazione, i prezzi scendono sotto il -1% nel triennio 2026-2028 (Rent2Cash). Il mercato degli affitti racconta una storia diversa: nel 2025 i contratti di locazione hanno superato 1 milione, con un aumento dei canoni del +3,4%.

Andamento dopo record 2025

I primi mesi del 2026 confermano il trend positivo. Nei 13 mercati intermedi monitorati da Nomisma (Bergamo, Brescia, Verona, Parma, Trieste e altri), i prezzi delle abitazioni in ottimo stato sono saliti del +2,3%, quelle in buono stato del +2,7% (Rent2Cash). Banca Generali prevede invece un +1% circa nelle principali città, mentre Immobiliare.it Insights stima un +3,1% a livello nazionale.

Confronto previsioni 2026

Nomisma e Immobiliare.it non sono sulla stessa lunghezza d’onda: ~1% contro +3,1%. La differenza dipende dalle metodologie e dagli indicatori utilizzati.

In sintesi: Il mercato 2026 è in crescita ma rallenta. Chi compra ora paga di più in termini nominali, ma potrebbe perdere potere d’acquisto reale nei prossimi anni. Gli affitti, invece, continuano a salire.

Come sarà il mercato immobiliare nel 2027?

Per il 2027 Nomisma prevede circa 780.000 compravendite, una stabilizzazione rispetto alle 783.000 del 2026. I prezzi nominali dovrebbero crescere dello +0,5%, ma l’inflazione potrebbe erodere ulteriormente il valore reale.

Prospettive prezzi case

Le previsioni per i prezzi mostrano un rallentamento progressivo: +0,9% nel 2026, +0,5% nel 2027, +0,4% nel 2028 in termini nominali. Questo significa che chi acquista oggi potrebbe vedere il proprio immobile valere di più sulla carta tra due anni, ma meno in termini di potere d’acquisto reale.

Analisi Gromia e proiezioni

Alcune analisi indipendenti suggeriscono una possibile discesa dei prezzi nel 2027, ma Nomisma non conferma questo scenario. L’istituto di ricerca indica invece una stabilità con variazioni geografiche significative. La domanda si sta spostando verso abitazioni meno pregiate, un segnale di riassetto del mercato più che di crisi.

Il divario domanda-offerta

Nel 2025 la domanda di acquisti è cresciuta del +29,4% secondo alcuni indicatori, mentre l’offerta non ha tenuto il passo. Le restrizioni sugli affitti brevi non bastano a riequilibrare il mercato, creando pressione sui prezzi.

In sintesi: Il 2027 potrebbe essere l’anno del bilanciamento. Dopo due anni di crescita sostenuta, il mercato trova un nuovo equilibrio. Chi investe deve considerare il lungo periodo.

Quante abitazioni sono vuote in Italia?

L’Italia conta 8,5 milioni di abitazioni vuote, un dato che rappresenta circa un quarto del totale del patrimonio residenziale privato. È un numero enorme, spesso citato nei dibattiti sull’emergenza abitativa e sulla difficoltà di accesso alla casa, soprattutto nelle grandi città.

Dati statistici

Il dato sulle abitazioni vuote emerge da diverse fonti statistiche e rappresenta un problema strutturale del mercato italiano. A differenza di altri paesi europei, dove i proprietari sono più propensi a mettere sul mercato gli immobili non utilizzati, in Italia molte famiglie mantengono case vuote per ragioni fiscali, ereditarie o di attesa.

Impatto sul mercato

Le 8,5 milioni di abitazioni vuote creano un paradosso: da un lato c’è una domanda abitativa insoddisfatta, soprattutto tra i giovani e nelle aree urbane; dall’altro un patrimonio immobiliare sottoutilizzato. Questo squilibrio contribuisce a tenere alti i prezzi nelle città dove la domanda è concentrata.

Il paradosso italiano

Con 8,5 milioni di case vuote e difficoltà di accesso alla casa, l’Italia mostra un inefficienza nel mercato immobiliare che nessun governo ha ancora risolto con politiche efficaci.

In sintesi: Le 8,5 milioni di abitazioni vuote sono un’anomalia strutturale. La loro mobilitazione sul mercato potrebbe cambiare le dinamiche dei prezzi, ma servirebbero incentivi concreti per i proprietari.

Gli immobili sono ancora un buon investimento?

La risposta breve: dipende da cosa si cerca. Nomisma conferma che il mercato immobiliare italiano presenta solidi fondamentali, ma gli investitori devono considerare diversi fattori prima di decidere.

Pro e contro 2026

Vantaggi

  • Compravendite in crescita (+1,8% nel 2026)
  • Mercato degli affitti in espansione (+3,4% canoni 2025)
  • Fondamentali solidi secondo Nomisma
  • Domanda sostenuta da preferenza acquisto su affitto
  • Buon momento per acquistare nelle aree meno pressate

Svantaggi

  • Prezzi reali in calo (sotto -1% per inflazione)
  • Rallentamento domanda mutui
  • Incertezze geopolitiche persistono
  • Rendimenti più bassi rispetto al passato
  • Rischio di sovrastima in alcune città

Alternative e rischi

Chi cerca rendimenti elevati potrebbe essere deluso. Il mercato azionario o i titoli di stato offrono attualmente alternative più redditizie in termini di rapporto rischio-rendimento. Tuttavia, l’immobiliare offre stabilità e possibilità di reddito da locazione, oltre a essere un bene tangibile.

In sintesi: L’immobile resta un investimento solido per chi ha orizzonti lunghi e cerca stabilità, non rendimenti eccezionali. Chi compra oggi deve accettare un mercato più maturo e meno speculativo.

Timeline del mercato immobiliare

13 anni di dati, una pandemia e una guerra in Europa: il mercato immobiliare italiano ha attraversato sfide significative.

Periodo Evento chiave Fonte
2000-2023 Serie storiche OMI con cicli espansivi e contrazioni Nomisma/OMI
2023 Contrazione del mercato dopo anni di crescita Nomisma
2024-2025 Recupero: +6,4% compravendite nel 2025 Nomisma
1° aprile 2026 Presentazione 1° Osservatorio Nomisma a Milano Nomisma
Q1 2026 Prezzi +2,3-2,7% nei mercati intermedi Rent2Cash
2026 Previsione compravendite +1,8% (783.000 transazioni) Idealista
2027-2028 Stabilizzazione intorno a 780.000 compravendite Nomisma

Le previsioni Nomisma arrivano fino al 2028. Oltre questa data, non esistono proiezioni ufficiali disponibili, un vuoto che lascia spazio a speculazioni sul lungo periodo.

In sintesi: Il mercato ha superato il 2023 e sta consolidando la ripresa. Le previsioni fino al 2028 sono affidabili, ma dopo serve cautela.

Cosa è confermato e cosa no

Dopo mesi di analisi e report, è possibile tracciare una linea netta tra fatti verificati e ipotesi.

Fatti confermati

  • Dati prezzi da Immobiliare.it e OMI
  • 8,5 milioni di abitazioni vuote in Italia
  • OMI rapporti annuali sull’andamento del mercato
  • Compravendite 2025 +6,4% (Nomisma)
  • Canoni affitto 2025: +3,4%
  • Previsioni Nomisma fino al 2028

Aspetti ancora da chiarire

  • Data esatta di un eventuale rallentamento più marcato
  • Entità della discesa prezzi nel 2027 (se avverrà)
  • Impatto della geopolitica sul lungo periodo (2029-2030)
  • Efficacia delle politiche sugli affitti brevi
  • Differenze regionali dettagliate oltre i mercati intermedi

“Sono segnali di un ciclo espansivo che tende a consolidarsi, con un mercato tendenzialmente più dinamico e più liquido ed una domanda sostenuta.”

— Nomisma, 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026

“Il mercato immobiliare italiano presenta solidi fondamentali, al netto delle incertezze legate alla situazione geopolitica.”

— Nomisma, Previsioni Immobiliari 2026-2028

“Nei primi mesi del 2026 il mercato immobiliare italiano evidenzia un andamento complessivamente positivo.”

— Nomisma, Rapporto Annuale

In sintesi

Il mercato immobiliare italiano non sta crollando, ma sta attraversando una fase di maturazione. Dopo un 2025 brillante (+6,4% compravendite), il 2026 porta consolidamento con 783.000 transazioni previste e prezzi nominali in aumento dell’+0,9%. Il rischio reale è un altro: l’inflazione potrebbe far scendere i valori reali sotto il -1% nel triennio 2026-2028.

Per chi sta valutando un acquisto, il consiglio è di guardare oltre il numero sulla carta. Il mercato degli affitti offre rendimenti più interessanti (+3,4% sui canoni nel 2025), mentre l’acquisto come investimento richiede orizzonti lunghi e pazienza. Le 8,5 milioni di abitazioni vuote restano il grande enigma irrisolto del sistema immobiliare italiano.

Per chi compra la prima casa, la scelta è chiara: acquistare ora per bloccare il prezzo e beneficiare di condizioni di mutuo ancora accessibili, oppure attendere per vedere se i prezzi reali scenderanno nei prossimi anni. Per chi investe, le alternative (azionario, obbligazioni) offrono attualmente rendimenti più elevati a parità di rischio.

Le proiezioni 2026-2028 proseguono i trend delineati nelle previsioni 2026-2027, con prezzi medi a €2.179/m² e 8,5 milioni di case vuote secondo OMI.

Domande frequenti

Mercato immobiliare Italia 2026?

Nel 2026 il mercato immobiliare italiano consolida la crescita del 2025 con compravendite previste a +1,8% (783.000 transazioni) e prezzi nominali in aumento dello +0,9% secondo Nomisma.

Borsino immobiliare cos’è?

Il borsino immobiliare è un indicatore sintetico dell’andamento dei prezzi delle case in una determinata area, elaborato da osservatori come OMI o Nomisma. Non è una borsa valori, ma un sistema di monitoraggio.

Grafico prezzi ultimi 20 anni?

I dati OMI mostrano l’andamento dei prezzi dal 1988, con cicli espansivi fino al 2008, la crisi del 2009-2013, e una ripresa lenta fino al 2019. La pandemia ha temporaneamente rallentato il mercato, poi ripreso nel 2021-2022.

OMI Agenzia Entrate consulta?

L’OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare) è un organismo dell’Agenzia delle Entrate che raccoglie e diffonde dati sulle compravendite e i prezzi degli immobili in Italia. I suoi rapporti sono consultabili gratuitamente online.

Prezzi case Italia classifica per città?

Le città con i prezzi più alti restano Milano, Roma, Firenze e Bologna. Nel 2025, Roma ha segnato +2,04% di variazione annua, mentre nei mercati intermedi (Bergamo, Brescia) i rialzi sono stati più marcati (+2,3-2,7%).

Andamento prezzi dal 2000?

Dopo la bolla immobiliare degli anni 2000-2008, i prezzi hanno subito una correzione significativa (-20% in termini reali). Dal 2015 è in corso una ripresa lenta ma costante, accelerata durante la pandemia e ora in fase di consolidamento.

Investire immobili conviene ancora?

Conviene per chi cerca stabilità e un reddito da locazione (i canoni crescono del +3,4%). Non conviene per chi cerca rendimenti elevati: i prezzi reali scendono sotto il -1% nel triennio 2026-2028 e le alternative azionarie offrono rendimenti migliori.

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Luca Federico Galli Bianchi

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