L’Italia ha chiuso il 2025 con un export record, e a guidare la corsa sono ancora una volta le regioni del Nord. Tra i numeri più emblematici: la sola Lombardia rappresenta oltre un quarto di tutte le vendite all’estero, mentre il Friuli-Venezia Giulia ha registrato un balzo del 22,5% nei primi nove mesi dell’anno. Ma dietro i record nazionali si nascondono divari territoriali profondi, con il Sud che fatica a tenere il passo. Ecco cosa dicono i dati ISTAT.

Export Nazionale 2025: +3,3% · Lombardia quota export: 26% · Friuli-VG crescita gen-set 2025: +22,5%

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Proiezioni export 2026: dati ufficiali non ancora disponibili
  • Impatto definitivo dei dazi USA sulle esportazioni italiane
  • Dettaglio Q4 2025 per singola regione
3Segnale temporale
  • III trim 2025: Nord-ovest +2,4%, Centro +3,2% (Istat)
  • Toscana +21,3% nell’anno intero 2025 (Corriere dei Territori)
  • Isole: -11,0% export nell’anno (Istat)
4Cosa viene dopo
  • Rischio dazi USA per settore farmaceutico e mezzi di trasporto
  • Crescita del Centro trainata da Toscana e Lazio potrebbe proseguire
  • Nord mantiene leadership come motore export nazionale

La tabella seguente raccoglie i principali indicatori dell’export italiano nel 2025, con i valori e le fonti di riferimento.

Dati chiave export Italia 2025
Indicatore Valore Fonte
Export totale Nord 2025 436,4 miliardi € Milano Finanza
Leader regionale Lombardia e Milano ISTAT
Settore principale Macchinari (18%) Trading Economics
Crescita Centro Q4 2025 +0,7% ISTAT
Export nazionale 2025 +3,3% Corriere dei Territori
Friuli-VG gen-set 2025 +22,5% Istat
Piemonte export 2025 61,8 miliardi € Corriere dei Territori
Toscana crescita anno intero +21,3% Corriere dei Territori

Che cosa esporta di più l’Italia?

I macchinari e le attrezzature dominano la classifica delle esportazioni italiane, assorbendo il 18% del totale. Subito dopo si posizionano i mezzi di trasporto con l’11% e i metalli di base, sempre con una quota analoga. Si tratta di settori in cui l’industria manifatturiera del Nord — dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia-Romagna al Piemonte — ha costruito negli decenni un vantaggio competitivo difficile da replicare altrove.

Macchinari e attrezzature

Il comparto dei macchinari rappresenta la voce più rilevante dell’export italiano. Il Nord-ovest, con la sua concentratione di aziende meccaniche di medie e grandi dimensioni, contribuisce in modo determinante a questo risultato. Nel 2025, il settore ha mantenuto la leadership anche grazie alla domanda crescente da Francia, Spagna e Stati Uniti.

Trasporti

I mezzi di trasporto — autoveicoli, componenti, locomotive — valgono l’11% dell’export nazionale. La Lombardia ha registrato un balzo del +11,5% in questo settore nel 2025, compensate parzialmente dal crollo del -94% nel comparto energia elettrica e gas. Il risultato netto riflette una specializzazione manifatturiera che resiste anche quando i settori energetici fluttuano.

Metalli di base

I metalli di base rappresentano un altro pilastro delle vendite all’estero, con quote stabili intorno all’11%. La performance del Nord-est in questo comparto dipende in larga misura dalle acciaierie del Veneto e dell’Emilia-Romagna, tradizionalmente orientate all’export verso i mercati europei.

In sintesi: I macchinari trainano l’export italiano con il 18% del totale, e il Nord-ovest ne rimane il motore indiscusso. Per gli acquirenti stranieri: la qualità della meccanica italiana è un vantaggio competitivo reale. Per le imprese del Centro-Sud: diversificare verso settori ad alto valore aggiunto richiede investimenti, ma il gap con il Nord non è insuperabile.

L’implicazione: la concentrazione settoriale rende l’Italia vulnerabile a shock di domanda nei comparti meccanici, ma il vantaggio competitivo accumulato nel tempo resta difficile da erodere.

Qual è la percentuale di export dell’Italia?

L’export italiano ha mostrato una crescita tendenziale del +3,6% nei primi nove mesi del 2025, con un’accelerazione che colloca l’Italia tra i paesi europei più dinamici nel commercio internazionale. Questo risultato si traduce in un contributo significativo alla bilancia commerciale nazionale, che ha registrato un surplus rilevante anche grazie all’energia importata a prezzi più contenuti rispetto all’anno precedente.

Bilancia commerciale

La bilancia commerciale italiana beneficia dell’export manifatturiero, che compensa ampiamente il disavanzo energetico. Nel 2025, il surplus strutturale dell’industria ha permesso al paese di mantenere una posizione creditoria netta verso l’estero, sostenendo anche la valuta nazionale in un contesto di tassi europei stabili.

Contributo al PIL

Il contributo dell’export al PIL italiano si attesta intorno al 30% circa, con punte superiori nelle regioni settentrionali dove la vocazione esportativa dell’industria è più marcata. Per la Lombardia, che rappresenta il 26% dell’export nazionale, il peso sul Pil regionale supera largamente la media nazionale.

Perché conta

L’export italiano nel 2025 ha dimostrato una resilienza superiore alle attese, nonostante le tensioni commerciali globali. Per investitori e analisti: la crescita del +3,3% conferma che il made in Italy manifatturiero mantiene appeal internazionale, ma la concentrazione regionale resta un fattore di vulnerabilità.

Il pattern: la dipendenza strutturale dell’export dalle regioni settentrionali moltiplica l’impatto di eventuali rallentamenti produttivi nel Nord sulla bilancia commerciale nazionale.

Quanto vale l’export Italia verso gli USA?

Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno raggiunto valori significativi nel 2025, con incrementi particolarmente evidenti in alcuni comparti strategici. Il Lazio, ad esempio, ha registrato un balzo del +133,7% verso gli USA nel primo semestre 2025, mentre la Toscana ha visto le proprie vendite crescere del +12,5% nello stesso periodo.

Valori recenti

I dati ISTAT indicano che la Toscana ha contribuito con un incremento del +12,5% delle esportazioni verso gli USA nel periodo gennaio-settembre 2025. Il settore farmaceutico e quello dei macchinari hanno guidato questa crescita, rispondendo alla domanda americana di equipaggiamenti medici e di produzione.

Dibattito sui dazi

Il dibattito sui dazi americani ha generato incertezza nel settore export, con il rischio di ripercussioni sui comparti più esposti. Il presidente Urso ha dichiarato che i dati sulle esportazioni verso gli USA sono stati esagerati, ma le fonti ufficiali confermano incrementi reali in diversi settori chiave.

Il paradosso

Il rischio dazi USA colpisce proprio i settori che trainano l’export italiano: farmaceutico, mezzi di trasporto, macchinari. Per le imprese esportatrici: monitorare attentamente l’evoluzione della politica commerciale americana non è opzionale — è una priorità strategica.

The implication: l’esposizione strutturale ai dazi americani rende il made in Italy manifatturiero particolarmente esposto a politiche protezionistiche, con conseguenze potenzialmente rilevanti per i principali settori export.

Come sta andando l’export italiano?

L’export italiano nel 2025 ha registrato una crescita complessiva del +3,3% nell’anno intero, con dinamiche molto differenziate tra le regioni. Il Centro Italia — guidato da Toscana e Lazio — ha segnato incrementi eccezionali, mentre il Nord ha mantenuto tassi di crescita più contenuti ma costanti, e il Sud ha registrato flessioni significative.

Crescita 2025

La crescita nazionale del +3,3% riflette un andamento positivo ma disomogeneo. Le regioni più dinamiche sono state la Toscana (+21,3% nell’anno intero), il Friuli-Venezia Giulia (+17,8%) e la Calabria (+10,8%). Il Piemonte, con 61,8 miliardi di export e un +2,7%, conferma il suo ruolo di quinta regione esportatrice italiana.

Primi 11 mesi

Nei primi undici mesi del 2025, l’export italiano ha proseguito la traiettoria positiva, con il Nord-ovest che ha contribuito con 176.811 milioni di euro tra gennaio e settembre. Il Nord-est ha aggiunto 147.668 milioni nello stesso periodo, portando il totale delle regioni settentrionali ben oltre i 300 miliardi cumulati.

In sintesi: L’export italiano nel 2025 è cresciuto del +3,3%, trainato dal Centro e dal Nord. Le imprese del Nord beneficiano di un vantaggio competitivo consolidato, ma devono investire in innovazione per difenderlo. Per il Centro-Sud: il gap è significativo, ma alcune regioni come la Toscana e il Friuli dimostrano che la crescita è possibile anche fuori dal triangolo industriale.

The implication: la crescita record del Centro nel 2025 dimostra che il divario nord-sud nell’export non è strutturalmente immutabile, ma richiede politiche di sostegno mirate per essere ridotto.

Quali sono le esportazioni Italia per regione?

La geografia dell’export italiano nel 2025 racconta una storia di dualismo: il Nord — e in particolare la Lombardia — concentra la maggior parte delle vendite all’estero, mentre il Centro cresce a ritmi record e il Sud perde terreno. La classifica regionale vede la Lombardia saldamente al primo posto con una quota del 26%, seguita da Veneto, Emilia-Romagna e Toscana.

Nord leader

Il Nord-ovest e il Nord-est insieme hanno totalizzato oltre 324 miliardi di euro di export nei primi nove mesi del 2025. Il Nord-ovest ha registrato +2,3% nell’anno intero e +1,9% nel periodo gen-set, mentre il Nord-est ha segnato +2% annuo e +1,9% nei nove mesi. Il Friuli-Venezia Giulia ha trainato il Nord-est con un impressionante +22,5%.

Lombardia record

La Lombardia ha confermato nel 2025 il suo ruolo di motore export nazionale, con una quota del 26% e una crescita del +1,8%. Nei soli primi sei mesi, l’interscambio commerciale della regione ha raggiunto 176 miliardi di euro, con export per 85 miliardi e un incremento del +2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Cosa guardare

Milano e la sua provincia rappresentano il cuore pulsante dell’export lombardo, ma i dati provinciali mostrano anche flessioni in alcune aree metropolitane. Per gli analisti regionali: la performance di Varese e province limitrofe merita attenzione, così come il calo registrato nella provincia di Milano nel gen-set 2025.

The implication: la forza della Lombardia si estende a macchia d’olio su tutto il sistema produttivo settentrionale, ma le differenze provinciali segnalano aree a rischio che richiedono monitoraggio.

Cronologia export Italia 2025

  • Centro +4,6%, Nord-ovest +2,1%, Nord-est -2,4% (Mercato Globale)
  • Lazio +17,4% leader incrementi, export nazionale +2,1%
  • Nord-ovest +2,4%, Nord-est +2,4%, Centro +3,2% (Istat)
  • Friuli-VG +22,5%, Toscana +20,2% — export nazionale +3,6%
  • Export italiano +3,3%, Toscana +21,3%, Friuli-VG +17,8% (Corriere dei Territori)

The implication: l’accelerazione del Centro nel IV trimestre 2025 segnala un cambiamento strutturale che potrebbe ridurre la dipendenza dell’export nazionale dal Nord nei prossimi anni.

Cosa sappiamo — e cosa no

Confermato

  • Export nazionale 2025: +3,3% (Istat, Corriere dei Territori)
  • Lombardia quota 26%, prima regione export italiana
  • Nord 2025 totale: 436,4 miliardi di euro
  • Friuli-VG +22,5% gen-set, traino Nord-est
  • Toscana +21,3% nell’anno intero 2025
  • Quote settoriali: macchinari 18%, trasporti 11% (Trading Economics)

Incerto

  • Dettaglio Q4 2025 per singola regione: non ancora rilasciato da ISTAT
  • Proiezioni export 2026: nessuna fonte ufficiale ha pubblicato previsioni
  • Impatto definitivo dei dazi USA sulle esportazioni italiane
  • Dati settoriali dettagliati per Nord-est (manufatturiero)

The implication: la mancanza di dati Q4 2025 completi lascia aperta la possibilità che il rallentamento del Sud sia più marcato di quanto emerga dai dati finora disponibili.

Prospettive dall’industria

Toscana e Lazio forniscono infatti gli impulsi positivi maggiori, contribuendo a spiegare oltre i tre quarti della crescita su base annua dell’export nazionale.

— ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)

Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, le regioni più dinamiche all’export sono Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%).

— Corriere dei Territori (Giornale economico)

Le performance migliori arrivano dal Centro, che avanza del +3,2%, mentre Nord-Ovest e Nord-Est si attestano entrambi al +2,4%.

— Digital Global Markets (Sito di analisi economia)

L’analisi dei dati ISTAT e delle fonti secondarie conferma che l’export italiano nel 2025 ha segnato un nuovo record, con il Nord che mantiene la leadership assoluta e il Centro che emerge come sorpresa positiva dell’anno. Per le imprese esportatrici italiane, la sfida è chiara: difendere i vantaggi competitivi consolidati nel Nord mentre si costruiscono le condizioni per una crescita più diffusa territorialmente. Il rischio dazi USA aggiunge un elemento di incertezza che richiederà attenzione nei prossimi mesi, soprattutto per i settori farmaceutico e dei mezzi di trasporto, entrambi tra i pilastri dell’export made in Italy.

Fonti aggiuntive

istat.it

Il Nord guida con 436,4 miliardi e Lombardia al 26%, mentre il totale nazionale tocca il record export 643 mld +3,3% nonostante i dazi USA.

Domande frequenti

Quali nazioni esportano di più al mondo?

I maggiori esportatori mondiali nel 2025 sono Cina, Stati Uniti e Germania. L’Italia si posiziona tra i primi dieci, con un export totale che nel 2025 ha superato i 600 miliardi di euro grazie al contributo record del Nord e del Centro.

Qual è il ruolo del settore manifatturiero nell’export italiano?

Il settore manifatturiero nel suo complesso fattura di più in Italia. Nelle esportazioni, i macchinari e le attrezzature dominano con il 18% del totale, seguiti da mezzi di trasporto (11%) e metalli di base (11%). L’industria manifatturiera del Nord — dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia-Romagna al Piemonte — ha costruito negli decenni un vantaggio competitivo difficile da replicare.

Qual è la classifica export Italia?

La classifica dell’export italiano vede la Lombardia al primo posto con il 26% del totale, seguita da Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte. Insieme, le regioni del Nord rappresentano circa il 70% dell’export nazionale.

Quanti sono i dazi USA sulle merci italiane?

I dazi americani sulle merci italiane variano per settore. L’amministrazione USA ha introdotto tariffe aggiuntive su diversi comparti, con particolare impatto su farmaceutico, mezzi di trasporto e acciaio. Le aliquote esatte vanno verificate sui bandi DOGANA e sulle comunicazioni ufficiali dell’agenzia delle dogane americana.

Quali sono i trend export Italia 2026?

Per il 2026, le proiezioni indicano una crescita moderata, ma i dati ufficiali ISTAT non sono ancora disponibili. L’incertezza principale resta legata all’evoluzione dei dazi USA e alla domanda globale di beni manifatturieri.

Come calcolare dazi doganali USA-Italia?

I dazi doganali USA si calcolano applicando l’aliquota percentuale al valore in dogana della merce. Per le esportazioni Italia-USA, si utilizza il sistema Harmonized Tariff Schedule (HTS) americano. Si consiglia di rivolgersi a un agente doganale specializzato o consultare il sito della CBP (Customs and Border Protection) per le aliquote aggiornate.